Si Alza il Vento - Recensione

Kaze Tachinu
Regia: Hayao Miyazaki
Produzione: Studio Ghibli
Data di Uscita: Giappone – 20 luglio 2013
Durante la 70° mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, circa un anno fa, venne presentato il film Si Alza il Vento, che arrivò insieme all’annuncio del ritiro dalle attività cinematografiche del suo regista, uomo simbolo dell’animazione giapponese, HayaoMiyazaki.Il film è giunto nel settembre 2014 in alcune sale italiane per un periodo limitato ed è stato finalmente accessibile al grande pubblico.
Si Alza il Vento è un film complesso dalle mille influenze. È un insieme di storia vera, ispirazioni prese dal romanzo omonimo di Tatsuo Hori e della Montagna Magica di Thomas Mann e soprattutto è un insieme di tutti i temi da sempre cari a Miyazaki e può essere visto come una sua “biografia allegorica”. La storia appare inizialmente sufficientemente lineare e semplice. Un ragazzino giapponese di nome Jiro Horikoshi ha la passione per l’aereonautica e siccome non può pilotare gli aerei, decide di seguire un’altra strada: quella di progettarli. Questo è il suo sogno, ed incontrerà spesso nella dimensione onirica l’ingegnere italiano Giovan Battista Caproni, con il quale condivide la passione per gli aerei, che spesso gli farà da guida spirituale.
Non ci troviamo nella solita dimensione fantastica o semirealistica dello studio Ghibli, qui abbiamo a che fare con figure e luoghi “veri”. Jiro è infatti il progettista del famoso caccia A6M “Zero” e questo film può definirsi la sua storia molto romanzata. Il film prende però quasi subito una piega diversa, andando a toccare molti più temi, ambientandosi in un Giappone degli anni ’20 e ’30, dove i disastri naturali, le epidemie e la recessione economica lo scuotono nelle sua fondamenta. È un paese povero ma che cerca un’industrializzazione ed una modernizzazione e guarda all’imminente conflitto mondiale. Il film è arricchito da innumerevoli momenti che ci forniscono scorci di vita della società giapponese di quell’era e della mentalità del periodo.
Le forze che tirano avanti il film però sono due: l’amore e la passione. Il primo tema, quello amoroso, è quello sviscerato meno nella pellicola. A mio avviso gli avvenimenti intorno alla storia d’amore del protagonista sembrano eccessivamente a caso e secondari rispetto al resto. Non per questo risultano meno potenti, anzi, sono i momenti legati a questo aspetto quelli con più carica drammatica dell’intero film.
The Wind Rises
Il secondo tema invece è quello sviscerato meglio. Fortissima l’antitesi tra il voler semplicemente creare qualcosa di meraviglioso e l’uso bellico che ne consegue. Il tutto sintetizzato in una frase che trovo molto forte personalmente: “Cosa sceglieresti? Un mondo con le Piramidi o senza?”. I sogni è vero che possono avere conseguenze inaspettate o non volute, ma cosa sarebbe un mondo senza sogni da seguire?
Bellissimi i discorsi tra Caproni ed il protagonista durante i sogni, che rappresentano gli stati d’animo ed i ragionamenti interiori del protagonista. Caproni dice in una scena che gli artisti e gli ingegneri hanno 10 anni di vita nei quali danno il massimo. E bisogna vivere quegli anni al meglio. Dopo, si deve accettare che il proprio tempo è finito e bisogna ritirarsi dalla scena. Impossibile non rivedere Miyazaki in questa situazione, che sigla tutto il film come un grande viaggio nella sua testa e come un unico grande addio al mondo del cinema.
Un film di grandissimo impatto visivo e ancora più impatto emotivo, ma per via della sua natura dalle mille facce, non vi lascerà con un’impressione finale estremamente definita, ma vi “turberà” in modo inaspettato.
Il film più maturo e complesso di Miyazaki ed un grande addio di un grande maestro.
Le vent se lève!… il faut tenter de vivre

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