Humandroid - Recensione

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Data di uscita: 9 aprile 2015
Lo sceneggiatore e regista sudafricano Neil Blomkamp ci riprova con Chappie, da noi conosciuto come Humandroid, un nuovo film fantascientifico incentrato sull’evoluzione di un’intelligenza artificiale senziente. Almeno così ci vuol far credere dalla premessa e dai trailer. Invece, è un film basato sul nulla.
Una storia che non va da nessuna parte
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Humandroid è la versione lungometraggio di un vecchio corto realizzato nel 2004, chiamato Tetra Vaal.
La premessa è molto semplice. A Johannesburg il crimine è fuori scala e quindi le forze di polizia si dotano di robot manovrati da intelligenze artificiali non senzienti, prodotti dalla Tetravaal. Questi robot sono efficienti, resistenti ed aiutano a diminuire il rateo di crimine nella città in modo significativo. Creatore degli Scout, questo il nome delle unità robotiche di polizia, è l’ingegnere Deon Wilson (Dev Patel), che però ha un progetto segreto: sta cercando di creare un’intelligenza artificiale veramente senziente.
Ad un certo punto ci riesce e deve metterla in un hardware vivo. Ora a casa sua sembra avere un po’ di robottini vari ed eventuali, ma si ricorda che c’è uno scout che stava per essere rottamato all’azienda. Non ottiene il permesso di usarlo, malgrado la sua scoperta sarebbe di un rivoluzionario assurdo e quindi lo ruba così, senza che nessuno se ne accorga. Allo stesso modo, prende la chiave di sicurezza unica e preziosissima per installare il software sul robot senza che l’azienda si muova. Anzi, se ne accorgerà ben 3 giorni dopo l’accaduto! Fantastico.
Purtroppo, un gruppo di gangster interpretato da una band di rapper sudafricani, i Die Antwoord, deve fare un colpo importante e quindi decide di rapire l’ingegnere Deon per fargli spegnere i robot poliziotti. Insomma, si finisce con attivare l’IA senziente dentro il corpo da rottamare e nasce Chappie. Un equivalente di un infante, la sua genesi porta momenti interessanti nel film, dove effettivamente il robot dovrà imparare a parlare e crescere, diviso tra i gangster che vogliono insegnarli a combattere e compiere crimini per aiutarli nel colpo e Deon che invece vuole renderlo una persona normale.
Poi il film esplode in un turbinio di stupidità ed illogicità di quelle epiche, ancora peggiori di quelle di Elysium.
In mezzo a questa storia, troviamo il cattivo, Vincent Moore (Hugh Jackman). Anche lui lavora alla Tetravall, ma ad un progetto diverso: il MOOSE. Una specie di camminatore teleguidato armato di tutto punto, con missili a grappolo ed armi pesanti. E lui è scontento perché non riesce a venderlo alla polizia, che è contenta con i suoi scout. Cioè, vuole vendere un veicolo da guerra a delle forze di polizia. Ma chiedere all’esercito? Così immagina un piano per distruggere tutti gli scout e dimostrare che il suo MOOSE è il mezzo migliore. Insomma il combattimento finale sarà Chappie vs MOOSE, si capisce da subito.
A tratti il film cerca di dire cose intelligenti e di provare a generare interesse, ma distrugge ogni suo singolo punto creando falle logiche di proporzioni troppo atomiche per non impattare il messaggio generale del film.
Un esempio è una scena molto surreale, dove un indifeso Chappie viene maltrattato a colpi di pietre e sprangate da dei ragazzi misto tra vagabondi e criminali. Il robot si contorce, è impaurito ed è ferito come un animale sotto i colpi umani. Come diavolo fa un robot a provare dolore? È uno chassis da combattimento, progettato per prendere in faccia granate e proiettili e rimanere in piedi… eppur in questa scena reagisce come un animale. Si, forse il messaggio è quello che “è anche lui umano”, ma il suo corpo è robotico da combattimento ed è un’IA vergine non può comportarsi e reagire come noi. Sarebbe stata una scena migliore qualora la sua reazione fosse stata più vera e diversa.
Il finale inoltre è eccessivamente buonista, con un “si salvano tutti” sconcertante che per certi versi invalida completamente alcuni punti del film.
Blomkamp disse di aver scritto Chappie come una trilogia ed in effetti un seguito sarebbe molto interessante…. ma oramai non mi fido più di questo sceneggiatore.
Un mondo che funziona male
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Una cosa è chiara di Blomkamp. Non sa come funziona il mondo e non comprende la logica di azione-reazione e non presta attenzione a quello che viene detto e mostrato.
District 9 era anche un bel film, ma perché aveva poco di sci-fi, aveva poco di mondo, era un qualcosa di ristretto. Elysium iniziò a mostrare falle atomiche. Humandroid è il festival della groviera.
Uno può essere accusato di smontare i film per puro piacere ed andare a vedere inezie, ma no, in questo caso le falle sono così tante e ovunque che impattano ogni singolo secondo di film.
Iniziamo con le cose ovvie: la Tetravaal. Un’azienda con il sistema di sicurezza più scarso del mondo. Un’azienda militare. Deon prende in prestito, passando il suo tesserino e mettendo un codice, una chiavetta UNICA ed importantissima per poter aggiornare il firmware degli scout. E l’azienda lo chiama a casa dopo 3 giorni dicendo: ah ma ci siamo accorti che ha preso la chiavetta e non è ancora tornata. Lui: ah si me la sono portata a casa per sbaglio, domani la porto. L’azienda: va bene, ma se non la porta domani le faremo una segnalazione.
Ma davvero? Cioè, il pezzo di importanza vitale per l’intera infrastruttura fa questa fine? Un controllo? Un sistema di autorizzazione più complesso?
Dopo è ancora peggio. Deon in modo molto casuale porta via dalla porta sul retro dell’azienda un lanciagranate antiveicolo che era nella rimessa del MOOSE, granate in quantità ed altri amenicoli. Così, strisciando il suo pass. Ma che diavolo di azienda è?
Poi le cose totalmente contraddittorie. Tipo, il MOOSE è pilotato attraverso un bellissimo casco neurale che traduce gli impulsi del cervello in comandi. Bellissimo. Ma il MOOSE non è antropomorfo, quindi comandarlo ad impulsi diretti a che serve? Vabbé uno si abitua e via. Ma poi quando viene usato nel film…. vediamo che viene comandato con un HOTAS (joystick + manopola di potenza) come se fosse un caccia e con un’interfaccia su tre schermi di fronte al pilota. Che indossa un casco neurale chiuso, che copre gli occhi. Solo io mi accorgo dell’illogicità di tutto ciò?
Anche il discorso sulla coscienza è completamente sballato, specialmente per quello che riguarda il robot.
Allora, nel film si affronta il problema che Chappie deve morire perché la sua batterie è fusa nel suo chassis e quindi ha solo 5 giorni di carica dopo di che è da buttare. Deon ci dice che non può trasferirlo in un altro corpo perché ora è una cosa viva ed unica…. malgrado prima nel film veniamo a sapere che il suo corpo è un plug & play fatto di parti intercambiabili senza problemi, quindi quello che veramente dovrebbe contare sono solo la CPU e la Memoria, che credo possa essere messa in un altro corpo funzionante… Ma vabbè. Chappie riesce a trovare una soluzione al problema. Usando la magia dell’INTERNET diventa esperto in tutto subito, ma parla ancora male, e riesce a mappare gli impulsi elettrici del cervello umano usando un lettore neurale, come quello che comanda il MOOSE. Questa sarebbe la nostra coscienza ed è quindi possibile trasformarla in dati salvabili su chiavetta. Ottimo.
Poi Chappie riesce a mappare la coscienza di se stesso. Con un casco neurale per umani. COME? COME? COME BLOMKAMP, COME? Qualcuno che sa come funziona un computer non c’era quando ha letto quella scena?
Poi questa mappatura eseguita con un cluster di Ps4 usate a mo di supercomputer…. un film della Sony Pictures. Computer Vaio ovunque, cellulari Xperia… Andiamo Sony su.
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E poi prima di morire si trasferisce via wireless in un altro corpo. Ma non era unico scusa? Allora quello che diceva Deon era una palla, visto che può esistere come puri dati su ogni macchina e rimanere se stesso.
Cioè BLOMKAMP, LE RILEGGI LE COSE CHE SCRIVI? Ce la dici la differenza tra coscienza robotica e i dati che girano su CPU e memoria, visto che praticamente sono la stessa cosa?
In mezzo al film c’è la classica scena dove si dice che quello che ci rende speciali è dentro di noi, la nostra anima e dopo la nostra esistenza terrena andiamo nel cielo, nel secondo mondo. Chappie inizia ad accettarlo ed ad interrogarsi sulla questione, cosa molto umana.
Però poi Chiappie a fine film resuscita due umani, uno morente ed uno morto, in corpi robotici, dandogli vita eterna praticamente grazie al suo programmino col casco neurale. Così. Bon, e quindi il messaggio che volevi darci qual è? Dov’è il dramma nel film? Dov’è la tensione? Dov’è un finale che abbia un qualche significato? Dove sono le implicazioni di tutto ciò? Nella brevissima introduzione, ambientata 18 mesi dopo il film, dove degli scienziati parlano di come senza Chappie non sarebbe mai stato possibile….. e poi li lascia lì, appesi non ci ritorna su, lasciando tutto il ciclo filmico appeso.
Ci ritroviamo di fronte ad un finale potenzialmente ancora più catastrofico di quello di Elysium.
Poi i personaggi. Dal primo all’ultimo macchiette insignificanti, ma un grande plauso va a Wolv…. Vincent Moore. Che se ne esce con una minaccia in mezzo all’ufficio a Deon puntandogli una pistola alla testa e facendo una scenata. E poi “ma è uno scherzo!”. E lavora ancora in quell’azienda? Dopo una scena così? Poi è un classico cattivo nonsense, non in grado di fare qualcosa che abbia senso e con solo la voglia di distruggere e devastare, veramente, in un film teoricamente profondo, ritrovarsi con certi elementi rozzi e berberamente semplici è un colpo al cuore.
Insomma, stiamo parlando di una merda. Sconsiglio la visione a tutti, davvero, non ne vale assolutamente la pena. Il film tra l’altro non è neanche così brutto da diventare bello perché trash o ironico quando drammatico o cose del genere. È brutto e basta.
Stay Classy, Internet.

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