Star Wars Rogue One - Recensione


Un po' in ritardo rispetto a quando sono andato a vederlo, ma mi sembrava doveroso scriverci qualcosa sopra, visto che in fondo, si tratta pur sempre di uno Star Wars.


Disney ha una capacità di spremere i suoi franchise seconda a nessuna. La Marvel è ora diventata una potenza cinematografica in grado di proporre lavori estremamente consistenti. Lucasfilm sembra diretta nella stessa direzione, verso la saturazione con molti prodotti di Star Wars.
Ad ogni episodio principale, accompagnato dal solito numero romano, ci sono molti progetti secondari, come questo Rogue One.
Questi film sono quelli con il potenziale maggiore, in quanto possono permettersi di guardare aspetti diversi della saga, lasciando ai film principali il ruolo di tiratori.


Rogue One racconta la storia di un gruppo di Ribelli prima dell'Episodio IV della storia principale. Il focus narrativo è il recupero dei piani della morte nera, che come sappiamo sono il MC Guffin di Episodio IV, strumentali per la vittoria ribelle contro l'installazione imperiale. Riescono a mio parere in modo molto elegante a spiegare uno dei punti di contenzioso sempre preso in giro dell'installazione spaziale imperiale.
È un momento della storia dove tutti gli eroi più famosi non sono ancora apparsi e quindi c'è spazio per imporre nuove personalità senza metterle all'oscuro dei soliti noti.
Purtroppo non ci si è voluti discostare da semplici cliché, che tutto sommato sono funzionali, anche se i dialoghi variano tra il noioso e l'osceno.
Il film ha due parti molto distinte che sembrano quasi due film a parte.
Nella prima ci troviamo a passare da personaggio a personaggio, da pianeta a pianeta per presentare tutti i protagonisti della vicenda. Il ritmo è lento, spezzettato, ci sono molti dialoghi e molti momenti puramente scenario. Si vedranno molte nuove ambientazioni realizzate con la solita cura ed il solito stile di Star Wars, ma nessun personaggio ha la forza a sufficienza per dare un carico emotivo alle scene, che quindi scorrono pesanti e che meravigliano ed interessano per la loro carica estetica e poco altro.

Il tempo soggettivo è stato estremamente lungo nel mio caso. All'intervallo del primo tempo avevo l'impressione che il film fosse finito e che fossero passare due ore buone. Alla ripresa invece tutto è andato a grande velocità. Dopo un paio di frasi fatte e dopo aver assemblato un manipolo di coraggiosi, si passa a scene di battaglia a nastro. I dialoghi politici e di relazioni pilotate spariscono e lasciano spazio solo a conversazioni di pianificazione e di battaglia, ben più funzionali e che non danno fastidio. Il resto è un tripudio di effetti speciali e viene messa su grande schermo una battaglia tra imperiali e ribelli di quelle davvero ad effetto, non come quella presa in giro di episodio VII.

Il film è anche cosparso di Easter Egg e riferimenti e sa di essere ambientato nel periodo prima di Episodio IV. Molta della tecnologia è estremamente analogica e l'estetica richiama molto i vecchi Star Wars. Tanti nomi e personaggi fanno la loro comparsa e forse il più singolare è Moff Tarkin. Essendo una personalità di spicco all'interno dell'Impero e responsabile del progetto Morte Nera, la sua apparizione potrebbe definirsi scontata. Il problema è che l'attore, Peter Crishing è morto nel 1994. Grazie alla potenza della computer grafica, il suo personaggio rinasce. E la performance convince. Certo, a pelle sembra che ci sia qualcosa che non va, ma l'effetto occhi finti è evitato completamente usando un mix di un attore in carne ed ossa sul quale è stato ricostruito il volto. Chiunque abbia fatto il lavoro è stato davvero fantastico. Curiosamente, la performance di un attore defunto riesce a superare TUTTO il cast moderno. Felicity Jones ha la faccia con occhi spalancati e monoespressiva per tutto il film, Diego Luna c'ha il carisma di uno zerbino e gli altri hanno ruoli troppo minori e cliché per poter rimanere. Forest Whitaker mi ha forse lasciato con un ricordo più forte con il personaggio di Saw Gerrera. Il droide di turno anche non mi ha lasciato una buona impressione. Non è un personaggio brutto, ma la sua personalità non mi ha colpito, né in maniera positiva che negativa.


Se questa è la nuova direzione di Star Wars io l'approvo. Mi danno un film tutto sommato piacevole all'anno, zeppo di easter egg ed inserito nel canon classico per i fan spastici e battaglie finalmente come si deve con la potenza degli effetti speciali del 21° secolo.
Questo film è stato riscritto ed ha avuto delle scene aggiunte a lavori ultimati e si vede nel suo sbilanciamento di ritmo, ma il risultato complessivo è buono, con la seconda parte che tira dritto e sa intrattenere egregiamente e fa finire il film su un tono alto invece che basso. Onestamente, la seconda parte è scorsa così piacevolmente che mi ha fatto dimenticare tutta la prima metà del film ed è cosa buona se alla fine di un film mi ricordo di più le parti belle e meno quelle brutte e noiose.

Stay Classy, Internet.

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