Fiere e Viaggi: Festa dell'unicorno 2016


È da un po' che non parlo di possibili viaggi verso mete a sfondo nerdico, è arrivato il tempo di rimediare.

Vinci non è proprio dietro l'angolo da Reggio Nell'Emilia, ma neanche così lontano. La festa dell'unicorno negli anni è cresciuta molto e quest'anno si dipanava su tre giorni, venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 luglio, con decine di eventi. Ma il nostro gruppo si muove principalmente per andare a zonzo particolarmente a caso, guardare i pamplet è troppo da gente che si organizza. Noi? Noi andiamo all'avventura, sempre.
E se possibile un solo giorno perché sennò poi ci stanchiamo.

Quindi abbiamo deciso di andare a Vinci sabato 23 luglio, principalmente per osservare di nuovo con i nostro occhi la terrificante gara di Cosplay esattamente come l'anno precedente.
La nostra grandissima voglia di fare roba, coadiuvata dai ritmi lavorativi del gruppo ci ha fatti partire dalla città base intorno a mezzogiorno. Un paio di imbottigliamenti sulla Variante di Valico più tardi e ci siamo ritrovati per le 2 a Vinci.
L'idea era quella di sfruttare la fame che i nostri stomachi iniziavano a farci presente per mangiare in loco roba pesa e ciunta. Una focaccia con della porchetta si è dimostrata un buon pranzo.
Il caldo era asfissiante, ma l'umidità era inferiore rispetto all'anno scorso.
Le poche ombre erano prese d'assalto un po' da tutti.

Vinci è diventata praticamente una piccola Lucca. Una festa che porta in un paese con una conformazione urbanistica particolarmente medievale un quantitativo di popolazione eccessivo per la capacità effettiva delle strade. Rispetto a Lucca c'è un grosso punto a favore. Meno giappominchiate. Abbiamo contato solamente un cappello di Trafalgar Law, invece dei soliti diecimilioniemezzo che si vedono in ogni altra fiera del cavolo, ed in generale i Cosplay erano prevalentemente a tema Fantasy. Elfi, maghi, orchi, roba così. Meno cose sgargianti e disumane e più roba terra terra. Roba che urta di meno il senso estetico comune e che non richiede sacrifici di capre a svariati dei per riuscire ad avere un vestito che sia fattibile, realistico e vicino all'originale.
L'altro lato della medaglia è che il Fantasy tende a svestire di meno i personaggi femminili.


Eravamo pronti allo squallore massimo presso  per la gara di Cosplay ed invece quest'anno ci siamo ritrovati con un host infinitamente più decente dei due ricojonito dell'anno scorso: Maurizio Merluzzo. Certo non il massimo, le battute orrende ci devono essere altrimenti non si possono fare questi show a quanto pare, ma almeno il presentatore è più conscio di quello che dice, non insulta a manetta i poveri tizi che vanno sul palco, anche se le sue occhiate lasciavano intendere molto in alcuni casi.... ma insomma una presentazione dello spettacolo molto migliore dell'anno scorso. Evidentemente avevano più soldi rimanenti visto che quest'anno non ci sono stati i Rhapsody a cantare, ma Cristina D'avena.
Tra la roba veramente oscena che ci ha fatto stare male tutti c'è stata una lunghissima interpretazione da parte di Cloud e Zack del finale di Crisis Core. Con tanto di battaglia, morte di Zack e piagnisteo di Cloud sul corpo di Zack ed incipit dei titoli di coda. OMMIODIOBRUCIATETUTTIIIII!
La Federazione Italiana Consorzi Agrari era comunque ben rappresentata, in particolar modo direi da una (non eccessivamente) vestita con un costume da Tera Online, visibile nella foto qui accanto.
Non si è ben capita la distinzione Fantasy e Cosplay tra i partecipanti. Ma proprio per niente.

Io e Phobox eravamo tuttosommato eccitati per la zona Fantascienza..... e ci siamo ritrovati con i soliti 2-3 tendoni con 1-2 persone dentro e la strada che porta ad essi quasi vuota. Boh, farò sempre fatica a capire queste cose.
Il resto delle ore è scorso abbastanza tranquillo a girare e rigirare per la piccola città, a vedere le gente vestita, c'erano degli Zombie totalmente nella parte e realizzati magistralmente, a guardare qualcuno che provava a combattere con un minimo di scherma medievale... ed in 10 minuti siamo riusciti ad assistere ad un paio di mosse mai viste prima in fiere del genere, dove ci si ferma al nulla cosmico di solito. Qualcuno ha fatto compere di magliette varie ed eventuali di FEL ed altro, abbiamo bevuto come dei cammelli facendo la fortuna dei negozi locali ed abbiamo avuto moto di poggiare i nostri occhi su delle side, under e overboobs niente male. Anche le ragazze del nostro gruppo hanno avuto il loro momento di estrema gloria quando hanno trovato in giro per caso fuori dal momento d'assalto per autografi Manu Bennet, famoso per Spartacus ed altro, che fa la sua bella figura di adone.

Si è intravisto di sfuggita un Dario Moccia che chiacchierava con dei ragazzi, e le gnagnone della giuria della gara cosplay, tutta gente "professionista", ha iniziato poi a gironzolare per la città, preda di fotografie e selfie selvaggi, ai quali noi non ci siamo prostrati, perché tanto il bruciore delle nostre retine che immagazzinavano dati era più che sufficiente a darci pensieri positivi.

Le nostre menti hanno lottato tra la voglia di sentire Cristina D'avena alle dieci di sera contro la nostra capacità di guidare per ritornare a casa ed alla fine ha vinto l'incapacità di tornare a casa e siamo partiti prima. Per fortuna il viaggio di ritorno è stato condito da power metal e heavy metal in buona misura.

Che dire? Noi ci siamo divertiti, abbiamo passato una buona giornata fuori porta, ma della fiera? Oramai di fiere così ne esistono ovunque, ma non siamo ancora arrivati ad un punto di saturazione, stanno crescendo ancora tutte in egual misura. Vinci ha avuto più spettacoli e più gente dell'anno scorso ed oramai il paese è a piena capacità. L'anno prossimo esploderà definitivamente, diventando invivibile come Lucca nel giorno di pieno dei tempi andati? Chi lo sa, il futuro è incerto.
L'unica cosa sicura è che non ci potremo mai scordare di Harambe, il cui pensiero non ci ha mai abbandonati per tutta la giornata, per controbilanciare l'euforismo degli ormoni e riportare il cuore verso sentimenti più puri.

Stay Classy, Internet.

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