Pensieri Sci FI - Tele presenza & Droni.

Eccoci di nuovo con un nuovo post della serie Pensieri Sci-Fi!

Questa volta parleremo un po' del concetto dei droni e della telepresenza nelle avventure sci-fi e come io vedo un po' tutto il concetto. È un tema abbastanza attuale a dire il vero, visto che sta diventando sempre più possibile nella realtà a causa del miglioramento delle tecnologie di realtà virtuale.




L'avanzamento tecnologico degli ultimi anni ha portato alla massa un oggetto che fino a qualche anno fa era una una cosa un po' impensabile: il drone.

Questi piccoli aggeggini che svolazzano con una bella telecamera sono un ottimo modo per estendere la nostra vista ed udito senza spostarci. Se per un civile questo può voler dire fare delle belle riprese aeree per avere un punto di vista diverso su alcune cose, per un militare vuol dire fare scouting senza esporsi, per la NASA vuol dire esplorare Marte senza mandarci umani.



Questo è un'aspetto molto discusso nella comunità scientifica, con molti che vanno contro il mandare uomini nello spazio. E come biasimarli? Per mandare un uomo bisogna avere cibo, acqua, ossigeno, spazio dove metterlo, casomai anche qualcun altro per fargli compagnia e così via.

L'uomo però sappiamo tutti che ha un fascino per mandare gente in posti pericolosi come esploratori e la tensione del saperli in pericolo di vita può dare più ispirazione di un paio di droni che possono al massimo rompersi, senza pathos.

Poi un drone non rende bene il drama necessario ai fini di un'avventura, sia essa reale, scritta, filmica o videoludica. Un eroe non ha paura se non è presente sul campo di battaglia fisicamente, non si possono ricreare momenti emotivi forti se non c'è presenza umana.
Il gioco da tavolo Infinity rende davvero bene questo aspetto a mio avviso. I robot da combattimento della fazione PanOceania, quella tecnologicamente più avanzata, sono tutti teleoperati Questo conferisce loro numerosi vantaggi. Non devono essere costruiti con un alloggiamento per un umano e questo li rende più resistenti rispetto ai robot che invece devono comprendere nella loro struttura anche una parte vuota. Inoltre la non presenza sul campo di battaglia della persona lo rende sempre lucido ed è considerato essere "coraggioso" secondo le regola di tale gioco da tavolo, ovvero può decidere se restare in posizione o ritirarsi dopo aver subito fuoco nemico senza cedere al panico.


Per quanto riguarda invece l'esplorazione spaziale, effettivamente dobbiamo chiederci: vale davvero la pena mandare uomini su Marte (o qualsiasi altro corpo celeste), quando possiamo ipoteticamente mandare un drone sufficientemente avanzato in modo da supportare una sensazione di realtà virtuale?

La risposta a questa domanda purtroppo nella fantascienza tende a presentarsi in modo contraddittorio. Il problema che al momento c'è per realizzare una cosa del genere è che le comunicazioni viaggiamo alla velocità della luce, o meno se non nel vuoto, e possono essere disturbate dalle tempeste solari o quan'taltro. Quindi? Le soluzioni sono due. O si manda un'IA che prende decisioni al posto nostro e poi al massimo ci fa sapere le cose, oppure si manda un uomo, in quanto essere totalmente autonomo. E se per Marte parliamo di lag di minuti, più si va avanti e più le cose peggiorano. Immaginate di dover, non so, combattere contro degli alieni su plutone con un drone... con un lag di 4-5 ore. La gente esce scema se ha un lag di 100ms quando gioca online, figuratevi 4-5 ore.

Però poi spesso viene inventata un'altra cosa: la comunicazione FTL. Ed in questo caso non ho ben capito come mai la gente non riesce a capire che "comunicare con la voce a distanza" non è molto diverso da tipo premere X su un controller e vedere un robottino che va avanti. Quindi stranamente si continua a mandare umani ovunque, quando, avendo la comunicazione FTL ritorna essere pratico mandare solo dei droni, tanto possiamo mandare e ricevere ordini istantaneamente! Anzi, in questo modo è ancora più comodo di quanto non lo fosse prima!

Però al momento, non mi viene in mente alcun prodotto della fantascienza recente, se per questo neanche antica, che fa uso di questo sistema.

Un modo per rimediare a questo problema è quello di imporre un limite alla comunicazione FTL.
Per la mia ambientazione, per mantenere le cose simpatiche e complesse, la comunicazione FTL è arrivata dopo il viaggio FTL e questa comunicazione ha un limite abbastanza importante. Le coppie quantiche (si ho usato questo tipo di technobabble perché mi piace il suono) che trasmettono dati si consumano dopo che un dato quantitativo di dati sono passati e devono essere prese delle nuove. Questo ha causato un cambio di linguaggio di comunicazione in FTL, con solo pichi kb di dati a disposizione, quindi eventuali droni non avrebbero potuto mandare immagini o cose del genere e comunicazioni tra sonde e la Terra potevano essere solo molto brevi e concise, utilizzando un codice numerico creato apposta per minimizzare il consumo di dati scambiati. Questo ha quindi portato una prima fase di espansione a colpi di umani ed IA (più o meno, non esistevano IA volitive nelle prime fasi dell'esplorazione spaziale) ma mano a mano che le coppie quantiche riuscirono a gestire sempre più dati, si iniziò ad implementare un sistema di sonde e droni più complesso, in grado di mandare feedback di immagini o audio/video e quindi si iniziò a relegare molto più lavoro di esplorazione di frontiera e di comunicazione a questi sistemi.

Perché in fondo salire su un ascensore spaziale, andare su un'astronave, partire in FTL verso un altro pianeta, atterrare e fare tutto sto casino, quando una nave infinitamente più semplice può portare un robot di forma umanoide con dentro una coppia quantica e poi questo diventa l'avatar del viaggiatore che se ne sta bello comodo a casa e vede tutto attraverso un visore VR sulla testa, o una bella stanza olografica?

Credo che con i giusti sistemi sia possibile creare una storia abbastanza piacevole anche con come protagonisti dei droni di telepresenza, specie se questi droni sono poi dei replicanti degli uomini, permettendo interazioni 1:1 con l'ambiente circostante.

Stay Classy, Internet.

3 commenti:

  1. Credo che tu abbia dato poco peso ad un piccolo particolare non trascurabile: l'indole umana.
    Sull'efficienza dell'invio di droni non si discute, tuttavia credo che ciò che determina l'effettiva netta prevaricazione dell'esplorazione diretta sia la volontà di avventura dell'uomo. Molto spesso in storie di fantascienza si legge di uomini che muoiono in condizioni avverse per cause le più disparate possibili, uomini che negli ultimi istanti di vita compiono gesti come togliersi tute protettive o entrano in contatto volontariamente con specie e cose sconosciute al solo scopo di inseguire un sogno, quello di vivere l'avventura esplorativa. Poi oh, in ambito militare non c'è paragone, il drone vince sempre e comunque per rapidità freddezza ed efficienza, però penso che per ciò che riguarda l'esplorazione l'invio di IA o droni sarà sempre "malvisto".

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    1. "L'uomo però sappiamo tutti che ha un fascino per mandare gente in posti pericolosi come esploratori e la tensione del saperli in pericolo di vita può dare più ispirazione di un paio di droni che possono al massimo rompersi, senza pathos.

      Poi un drone non rende bene il drama necessario ai fini di un'avventura, sia essa reale, scritta, filmica o videoludica. Un eroe non ha paura se non è presente sul campo di battaglia fisicamente, non si possono ricreare momenti emotivi forti se non c'è presenza umana."

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    2. Ok.. Grazie... Lo avevo letto pure io quello.. Ti facevo presente che a mio avviso era un argomento centrale da sottolineare. Ma non ti preoccupare, adesso vengo lì e ti meno fino a che non mi dai ragione. Sempre per spirito di avventura, si intende.

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