Modena Play 2015 e Infinity the game

L'11 ed il 12 aprile 2015 si è tenuto il Modena Play, manifestazione fieristica dedicata al gioco da tavolo in un po' tutte le sue forme, da giochi di società a giochi di ruolo al wargaming, nella sua settima edizione.

Il giorno 11 mi sono recato in loco con un mio amico (il buon Toralex, scrittore qui sul Blog eoni fa e collaboratore nel prophet network e NardScrew) e dopo il salto riporterò le mie brevi impressioni della fiera, focalizzandomi sulla prova del gioco da tavolo di miniature Infinity, che sono riuscito finalmente a provare.





La fiera si svolge nel solito polo fieristico di Modena, che oramai conosco benino in quanto sono andato ad un paio di altre fiere fumettistiche e elettroniche


La fiera era abbastanza gremita di gente, con tantissimi tavoli atti a far provare le cose più disparate.
C'erano molte associazioni di giochi da tavolo italiane.
Nomi che mi sono suonati familiari erano la Tana dei Goblin e d il Club TreEmme, baluardi dei gdr da tavolo ed in generale del gioco da tavolo, ma erano presenti anche molti altri nomi.


La gente era davvero tanta ed i tavoli erano gremiti, infatti il problema maggiore è stato, dopo un relativamente veloce sopralluogo, decidere cosa provare previa disponibilità di posti.

A sorpresa non sorpresa, alla fiera c'era anche uno stand Unimore, con un progetto alquanto particolare: un sistema di motion capturing per un minigioco di parare rigori. Con delle palline bianche tra tracking sulla testa e sulle mani, si rirproponevano i movimenti della persona 1:1 all'interno del motore grafico Unity dove si assumeva il ruolo di un portiere.
Usando tecnologia di motion tracking con telecamere poste a 360° intorno all'utilizzatore, la precisione è elevatissima, non è come quella cacca di Kinect.

Molti bambini erano in fila per provare.
La cosa curiosa è che il progetto era portato dal gruppo di Macchine ed Oleodinamica dell'università. Cioè, io mi sarei aspettato il gruppo di controlli o di informatica. Ma a quanto pare l'utilizzo iniziale di questo progetto era quello di tracciare un braccio escavatore meccanico. Passare da quello a parare rigori non deve essere stato un salto facile.

C'era anche un lato MUSTARD RACE, con stand dell'MSI ed anche uno stand per Star Citizen.
Se nello stand MSI c'era un computer con una Titan X attaccata ad un monitor 4k Gsync che stava facendo andare Far Cry 4 a manetta senza troppo problemi, in quello Star Citizen c'era una postazione con il Saitek X55. Ho fatto una veloce prova e.... WOW. Semplicemente WOW. È un altro gioco totalmente.
Ora so dove andare a buttare i miei futuri (molto futuri) risparmi. 200 fottuti euri di HOTAS. Dannazione....


Poi c'era una postazione di scherma medievale più o meno, che non fa mai male, un palchetto dove facevano casino, un armaiolo pieno di armi medievali, una sezione centrale con una apocalisse di warhammer 40.000 piena di bellissimi fondali, con cattedrali gotiche immense ed ogni fottuta unità e veicolo in bella mostra sul campo di battaglia.

C'era una grandissima area dedicata a Force of Will, con tavoli per booster draft e altre zoen dedicate alla prova del gioco... onestamente non c'era molta gente, ma cercavano di promuovere il più possibile questo nuovo gioco di carte, che si rifà leggermente a magic ma ne cambia davvero tante cose da renderlo così unico. Giapponesissimo.

E poi, abbiamo deciso di provare a farci una partita al gioco da tavolo di miniature Infinity, della Corvus Belli.


Infinity è wargame con miniature in metallo pitturabili da 28mm skirmisher sci-fi di origine spagnola.

Negli ultimi anni si è rifinito davvero molto, ma non è mai veramente decollato da nessuna parte, almeno, in nessun luogo che io frequenti o conosca ed è un peccato perché lo reputo un gioco meccanicamente molto, molto interessante.

Il regolamento è gratis, disponile sul loro sito che ho linkato sopra e quindi si paga solo la storia, contenuta in un bel rolebook, e le miniature.

Essendo uno skirmisher, con miniature in metallo ed a numero di vendite non proprio alto, i costi tendono ad essere alti, senza aggiungere costo di colori, ma la natura skirmisher screma molto la cosa, visto che le partite da torneo a 300 punti si giocano sui 10 modelli, davvero pochi.

Abbiamo fatto una partita di test con le miniature del pacchetto Operation Icestorm, uno dei migliori prodotti introduttivi per un wargame che io abbia mai visto. Due fazioni, Panoceania e i Nomads, 7 modelli per fazione, mappa di gioco, elementi scenici, regolamento, 6 dadi da 20, metro (o polliciometro che dir si voglia)... per 90-100€ totali. Da dividere con un amico e davvero è uno degli entry level pack più economici dei wargame da tavolo che io conosca. Inoltre include due miniature esclusive non comprabili separatamente, che è sempre un bell'extra.


Il gioco è estremamente tattico, un XCOM con le miniature per certi versi. In base al numero di miniature attive sul campo si ha un numero di ordini da assegnare ad ogni unità che si vuole.
Il resto è abbastanza standard. Le unità hanno dei profili, delle abilità speciali e via dicendo.

Le cose veramente nuove e che rendono il gioco molto interessante sono come gestisce le unità invisibili e come gestisce il giocatore passivo.

Le unità invisibili si prende nota su un foglio dove si trovano ad inizio partita e poi a discrezione del giocatore possono entrare in azione quando vogliono. Spettacolare per attacchi a sorpresa o per azioni tattiche all'ultimo minuto.

Il giocatore passivo invece è sempre coinvolto nell'azione. Ogni qualvolta un'unità del giocatore attivo si fa vedere da un'unità nemica, può ricevere addosso delle azioni reattive. La vostra unità corre davanti a tre nemici? bene questi 3 nemici vi spareranno addosso.  Anche gli scontri a fuoco: io sparo? bene il nemico mi spara addosso o prova a schivare. Questo rende il gioco molto tattico, dove effettivamente posizionamento migliore ed avere l'unità giusta al momento giusto aiutano davvero tantissimo, Certo il tiro di dado del d20 può sempre riequilibrare la situazione con fallimenti e critici inaspettati, ma non c'è il feeling di "vado ed asfalto i nemici" che di solito pervade i wargame, specie quelli di stampo warhammer. Questo inoltre enfatizza la copertura e tattiche militari di coprirsi l'un l'altro, visto che le reazioni possono avvenire sono nei 180° frontali di una miniatura, quindi attacchi alle spalle sono una tattica valida.

Altro sistema di gioco a mio parere ben riuscito è come gestire la fragilità dell'unità. Hanno quasi tutte un punto ferita, ma hanno 2 stati di morte. A 0 punti ferita sono svenute e possono essere riportate all'azione da un medico, qualora si trovi in squadra. Da -1 in poi invece sono considerati morti. Questo permette di poter provare a risollevare la propria squadra qualora la situazione non sia delle più rosee.

Il gioco poi si basa sempre su degli obiettivi, l'annientamento è quasi sempre non contemplato ed anche nelle missioni di squartamento, ci sono sempre obiettivi secondari.
Nella nostra partita ad esempio, Toralex con i suoi Panoceania mi ha sterminato totalmente per via di tirare un critico dopo l'altro, con i miei tiri che invece si trovavano nella media statistica regolare, quindi non ho avuto neanche "sfortuna" con tiri schifosi, è che nella meccanica del gioco, un critico annulla le difese o reazioni avversarie, introducendo in effetti quel 5% di probabilità di avere un successo clamoroso, cosa che invece non esiste in altri giochi se non per regole particolari (come le armi dilanianti in Warhammer, che hanno un "critico" al tiro 6 sul d6) e non applicate ad ogni cosa.
Però era una missione ad obiettivi, con 3 marker da prendere. Io ne avevo 1, Toralex un altro e quello in mezzo è rimasto incontestato, con un mio uomo atterrato di fianco. Quindi il risultato? Patta.

Le partite sono molto veloci, con una durata di solo 3 turni totali. Primo di movimento, secondo di inizio conflitto e terzo di massacro spietato. Esistono anche missioni più lunghe o mini campagne, ma il gioco è pensato per essere veloce, in quanto il numero di tiri che vengono effettuati è più elevato della media solo perché devono quasi sempre tirare entrambi i giocatori. Avendo poche miniature e pochi turni, il tutto rimane focalizzato.

Siccome era una partita di demo, non abbiamo affrontato meccaniche più complesse, come tutte le funzioni di armi particolari, come l'hacking, meccanica importante per poter comandare droni da battaglia, hackerare power armor e droni avversari o scontrarsi in battaglie tra hackers a distanza ed ovviamente finire obiettivi che richiedono un hacker per essere finiti.


Il gioco è davvero figo, ha grandi potenzialità e le miniature sono davvero belle ed il background è abbastanza colorato e con alta influenza manga per avere elementi che possono piacere un po' a tutti, da cavalieri templari in power armor ad alieni gorilla pelosi con minigun mastodontiche a lupi mannari in Kilt con claymore. Si detta così può sembrare un'accozzaglia senza senso, ma fidatevi, ce l'ha. Di sicuro se mai volessi iniziare ad investire in un gioco di miniature, Infinity è il gioco che sceglierei.

Dopo la partita s'era fatto tardi e siam rincasati per poter poi svaccarci in compagnia con litri di lambrusco e chili di carne.

Il Modena Play è di sicuro una manifestazione interessante, atta a divulgare tutto quel subset di giochi da tavolo che si sta ritagliando una parte sempre più importante nel mondo moderno, di solito così diviso tra serie tv e videogiochi per quanto riguarda l'intrattenimento. Un po' di sani giochi "fisici", dove si vedono le persone faccia a faccia mentre si collabora o si lotta contro, fa sempre bene. E ce ne sono per tutte le tasche, dai collezionisti malati, a semplici giochi per la serata del sabato sera dove non si sa cosa fare.

Stay Classy, Internet.


2 commenti:

  1. Caspita...
    Il mio blogger IlGrandeRabbino ieri stava li!
    A saperlo prima vi potevate incontrare... eheheh
    Si sta facendo anche la giornata di domenica.
    Certo che è davvero un posto decisamente fico!

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    1. Ah, diavolazzi! Anche a me sarebbe piaciuto farmi tutte le giornate intere, ma gli impegni uccidono. Già è tanto che un pomeriggio gliel'ho dedicato!

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