Je Suis Charlie........? "Contraddizioni" del mondo moderno


Il 7 Gennaio 2015 un paio di uomini di religione Islamica han deciso di punire fisicamente Charlie Hebdo e la redazione del suo giornale, per aver pubblicato immagini ritenute blasfeme, offensive.

Dopo minacce a voce varie, anche ripetute negli anni, i fumettisti han sempre pubblicato ogni cosa gli passasse per la testa, fino a rimettercela.

Dopo quel momento, un po' tutti sono andati a pecorella dietro questo evento, con la frase "Je Suis Charlie", "Io sono Charlie", nell'indicare lo schieramento intellettuale con la libertà di parola e la libertà di offendere e contro la violenza come forma di risposta.

Ora, ad un po' di mesi di distanza, mi ritrovo a guardare a determinati eventi nel mondo videoludico e fumettistico, che mi fanno un po' riflettere sul vero significato di questa cosa, che a quanto pare non ha portato da nessuna parte, neanche per sbaglio.




Ma è satira questa? No perché a me non fa ridere
nè sorridere, nè pensare a qualcosa di profondo.
Una cosa che mi ha sempre incuriosito di tutto il casino di Charlie Hebdo è che la vignetta incriminata o comunque la sua serie di vignette non sono mai state fatte vedere. Almeno nei TG nazionali. Ma anche negli articoli di internet, in giro per il web. Ed ad una ricerca delle sue vignette on è che esca fuori così tanto effettivamente.

Ma mostrale per far giudicare noi quanto potessero essere offensive o meno? No, tutti dietro come dei cani.

In sostanza abbiamo "collettivamente" supportato l'idea di poter liberamente insultare altre persone, o quantomeno andare a disegnare cose che possono risultare offensive per certi subset culturali di tutta l'umanità, a discapito di eventuali ripercussioni sulla propria vita, minacce o vari ed eventuali.

Ed onestamente, ritengo che come cosa sia condivisibile. Cioè, idealmente io vorrei sempre poter dire la mia.


Forse la persona che meglio ha interpretato il messaggio è stato Papa Francesco con un qualcosa che suona più o meno così: "se qualcuno mi dice che mia madre è una puttana, beh, io uno sganassone glielo mollo come risposta!". Molto interpretata, ma il succo è questo.
Ovviamente i giornali e la gente subito a dire cose completamente a caso su tale dichiarazione, che effettivamente dice una cosa molto semplice: "potete dire quello che volete, ma state attenti che gli altri potrebbero non gradire e rispondere, quindi dare fiato alle trombe senza pensare solo perché può essere fatto non è sempre la via corretta". Insomma, si poteva insultare la persona senza tirare in ballo la mamma, su, che oramai sappiamo che è una mossa da persone di basso livello.

Dopo il casino di Charlie si è parlato anche di censura, di come noi dobbiamo essere liberi da questa censura degli offesi e dei violenti.

E poi tra la fine di marzo ed inizio aprile accadono cose che ti fanno pensare un pochino e ti fanno ritornare suoi tuoi passi.


In uno dei tanti momenti dove vengono presentate varie copertine di fumetti variant per generare hype e preordini dei numeri con queste cover in edizione limitata e così fare più soldi, fu presentata la variante del numero di Batgirl di giugno, fatta da Rafael Albuquerque.

A mio parere una cover di grande impatto, che si ispira all'episodio Batman: The Killing Joke, scritto da Alan Moore secoli fa, dove Barbara Gordon (Batgirl) viene sparata, paralizzata e forse anche violentata da Joker. Un momento scuro per la carriera super eroistica ed uno dei bei momenti cupi delle storie di Batman della DC.

E via, tutti a tirare insulti al disegnatore ed a ritenere la cover offensiva, in quanto indica un assalto sessuale su Batgirl. E anche di non azzeccarci nulla con il tono della testata corrente (ma andiamo ragazzi, DA QUANDO LE COVER CI AZZECCANO QUALCOSA CON LA STORIA? Specie le variant).

A questo punto, l'artista ha detto qualcosa del tipo: no ma io non volevo offendere nessuno con le mie copertine, la ritiro. E la DC: ok la ritiriamo.

LOLWUT?

Ochei, qua dobbiamo vedere anche il doppio lato della medaglia. Si tratta di un normale funzionamento del concetto di editing, oppure di una rimozione per paura, dietro a minacce da parte di utenti scontenti ed offesi?

La DC ha prima nominato che ci sono stati insulti e minacce all'autore, poi smentiti. Comunque, qualsiasi sia stata la vera versione, io dal mio piccolo canto, noto una leggerissima falla.

Un giornale francese pubblica immagini satiriche con l'intenzione di fare satira, che però risultano offensive a determinate categorie. Queste chiedono di toglierle, di smettere sennò sparano. I Francesi dicono: LOLNOPE e muoiono. Noi tutti: non ci facciamo piegare! Continuate a pubblicare!
Qua abbiamo una pubblicazione di immagini atte non a far incazzare la gente, ma a creare un'immagine forte ed emotiva e ben realizzata. Qualcuno si incazza e la risposta è: OKLATOGLIAMO. "Brava DC, l'hai tolta che era insulsa e ci insultava".

Eh? No ma davvero viviamo sullo stesso pianeta Terra?

Muovendoci invece ai videogiochi, sotto i riflettori c'è stato di recente Pillars of Eternity, gioco di ruolo in stile Baldur's Gate fatto dall'Obsidian. Essendo stato kickstartato  il gioco presenta molte cose in game fatte dagli utenti, come scritte su lapidi varie e NPC personalizzati con storie scritte proprio dai finanaziatori. Onestamente siccome ci sono molte anime diverse dietro, il tutto cozza e rompe molto l'atmosfera del gioco.

Ora in una delle lapidi, è stato trovato questo messaggio qui a fianco.

Un uomo ha dormito da ubriacone con un trans non accorgendosene, al mattino se n'è reso conto e si è suicidato.

Eh, si quindi, via: "È transfobico! Un insulto! Siamo offesi! TOGLIETELO!".

Ed è stato tolto. Anche in questo caso la risposta ufficiale è stata una mancanza di editing, visto che la frase messa nel gioco non è stata visionata (ed io mi chiedo: han fatto ctrl+c -> ctrl+v senza guardarla?) e non avrebbero mai messo qualcosa del genere e quindi bon, gli utenti se ne sono accorti e loro han corretto.

E quindi forse in entrambi questi casi si tratta solo di un processo di editing andato a buon fine visto che non c'era intenzione dietro a tutto ciò, ma quello che a me da "fastidio" sono proprio i versi iniziali di "è offensivo, toglilo", che non sono diversi da quello che dicevano gli estremisti a Charlie per certi versi. Solo che forse dicevano in modo più palese "o ti uccido".. anche se il mondo di internet è fatto oramai dal 50% di gattini e dal 50% di minacce di morte su twitter.

Oramai c'è un movimento sempre e sempre più forte degli "offesi" di qualcosa. NO, questo è misogino, cambialo, toglilo. No questo è trasfobico, toglilo, cambialo.

Posso anche comprendere da dove vengono le voci, visto che io non sono né misogino né transfobio (come potrei esserlo se sono scresciuto a pane e CINZIA?)

Però secondo me dobbiamo chiederci un po' meglio quando e chi sia giusto insultare. Posso insultare i musulmani perché tanto io sono cristiano o laico e quindi me ne frego e ci rido su, ma non posso insultare la mia donna perché non sono un misogino? Non devo inserire da nessuna parte anche una sola cosa riguardante assalti sessuali perché è offensivo?
Che differenza c'è tra questo comportamento e la censura della violenza e delle croci naziste in Germania allora? Che uno è fatto dal popolo di offesi e l'altro dai governi?
E vedo sempre più questa forma di editing e censura prendere piede ed avere effetto.

C'era una manifestazione in USA, molto carina, ora non riesco assolutamente a ritrovare la foto connessa all'evento, ma andava così: era una manifestazione per il diritto di odiare qualcosa. Il diritto di essere omofobi, misogini e così via. In USA.
Ed in mezzo a loro c'era un Naziskin, che se non erro era in realtà uno andato là apposta per dimostrare l'ironica della cosa. Se sono libero di avere e manifestare pensieri "cattivi", beh, se sono un nazista allora no problema in mezzo a voi no? Beh qualcuno ha avuto qualche ripensamento.

Troppo perbenisti siamo forse diventati? Ci stiamo censurando un po' troppo da soli e pertanto i nostri media se soffrono? Le solite 2 scarpe, 300 misure dell'umana specie.....

Stay Classy, Internet.

1 commento:

  1. Su molte cose la penso esattamente come te.
    Non aggiungo altro

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01 09 10