Cronache dal Backlog - The Last Remnant e Project X Zone

E dal mio Backlog arrivano altri due giochi completati!
The Last Remnant su PC e Project X Zone su 3DS!

Una fatica boia per due giochi apparentemente normali, ma in grado di distruggervi mentalmente e fisicamente!










Partiamo con The Last Remnant.


Questo gioco era destinato forse ad essere un qualcosa di nuovo per la Square Enix. Primo utilizzo dell'Unreal Engine 3, progetti iniziali di una modalità Jappo con protagonista kekka™ ™ed una Western con protagonista MASCHIO®, uscita su PC,PS3 e 360.... e..... invece no.

Abbiamo ottenuto un prodotto monco un po' in qualche parte rispetto alle idee iniziali e solo su 360 e PC, con la Ps3 lasciata con niente. E forse è meglio così.

Del gioco esistono quindi due versioni. Una per 360 che è un abominio ed una su PC che invece rende il gioco godibile, in quanto non solo migliora il framerate terrificante della versione console, ma permette di giocare le battaglie a velocità aumentata e questo accorcia il gioco di qualche gozzoviglione di ore.

Il gioco è molto particolare, anche se ad alcuni potrebbe ricordare Romancing Saga, per meccaniche e nomi utilizzati qui e lì.

Il party è composto non da singole entità ma da unità, composte da una varietà di soldati reclutabili nel mondo di gioco. Di questi soldati esistono tipo definiti Leader, che hanno una propria backstory, aspetto, a volte mosse speciali, ed una statistica personale. Nella versione 360 il loro uso è limitato. In quella PC invece potete usarne a piacimento, rendendo i soldati normali inutili.

Quello che il gioco ha di particolare su questo approccio è il livello di controllo che il giocatore ha.
Quasi nullo. L'unico personaggio liberamente equipaggiabile è il principale. Gli altri cambieranno equipaggiamento per conto loro, chiedendo al giocatore di recuperare determinati oggetti in giro per il mondo per migliorare le proprie armi.

In battaglia la situazione peggiora. I comandi che è possibile dare alle unità appaiono randomicamente, in base alla riserva dei punti magici e al morale di battaglia. Quindi alcune battaglie si traducono in preghiere al dio RNG. Una in particolare l'ho dovuta ritentare una ventina di volte fino a quando il gioco non ha deciso di farmi fare una supermossa al primo turno, aiutandomi molto per il resto della battaglia.

A questo si aggiunge l'ottusità del sistema di aumento di livello. Esso non è collegato direttamente alle vostre statistiche. Più il Battle Rank (in livello) è alto più i nemici saranno forti, ma ciò non vuol dire che voi sarete per forza all'altezza della situazione. L'aumento di statistiche e l'apprendimento delle abilità si basa su che mostri e quanti alla volta ne abbattete e su quante volte userete le stesse skill, determinato ovviamente da quanto spesso i comandi giusti vi appariranno. Quindi i due valori vanno ognuno per la propria strada, con possibili team fatti di DEI con un battle rank del gioco basso oppure giocare sbagliando tutto portando ad avere un battle rank alto e quindi nemici più ostici da abbattere con personaggi pipponi.

Grindare assume tutta un'altra concezione. Certe cose del gioco sono così ottuse ed oscure che neanche le Wikia scritte dai più appassionati contengono tutte le informazioni.

Però, malgrado tutti questi casini che possono trucidare senza pietà i niubbi ed i veterani allo stesso modo, il sistema di battaglia ha un suo charme, un suo stile che lo rende piacevole da guardare ed eseguire. Tempestato di QTE, ma è possibile automatizzarli, cioè far si che falliscano sempre quando vi servono e riescano sempre quando sono inutili.

La difficoltà di alcuni boss extra e anche del boss finale è alquanto alta. Il livello di sfida in generale è alto e si mantiene tale per tutto il gioco, a meno che uno non si infili in un qualche megamagheggio per potenziarsi a schifo mantenendo il proprio battle rank basso.

Altra caratteristica del gioco è quella di essere un gioco che ha la trama principale potenzialmente cortissima e che fa visitare neanche metà dei luoghi che il gioco ha da offrire. Il resto sono tutte sidequest, con il classico mistero aggiunto di sidequest che spariscono dopo certi momenti di storia principale e di altre che vanno fatte in un certo ordine altrimenti salta tutto.

Tutte le location sono onestamente ben realizzate artisticamente e veramente varie. Avrete tutti i tropes e cliché del genere ben rappresentati.

Ora tutto questo parlare di gameplay e poco della storia.... perché la storia c'è ed è.... come dire.... inoffensiva. Nulla che vi esalterà ma nulla che vi offenderà.
Il difetto maggiore sta nello spezzare troppo l'avventura principale con le sidequests. Se non si fanno le sidequests si arriva a scontri senza equipaggiamento e abilità adeguate.
Spesso mi ritrovavo dopo una lunghissima concatenazione di sidequests a non ricordarmi assolutamente cosa dovevo fare per la trama principale e soprattutto perché. In effetti il perché dietro molti eventi è un po'... così buttato a caso. Nulla di illogico, ma la mia mente era costantemente disconnessa dagli eventi della storia.

Come ultima nota, un appunto sulla colonna sonora (ultima nota, colonna sonora.... no eh?) che è davvero, davvero bella, atmosferica e comprende dei temi da battaglia davvero belli, forse tra i migliori dell'ultima gen, con canzoni che cambiano in battaglia in base all'andamento della stessa.

Dopo averci buttato 35 ore centocentandolo quasi, posso dire che il gioco è... bellino e affascinante ma davvero sfrangimaroni. Come tutti i Saga onestamente.....

Ora si mi direte: ma come, l'hai quasi 100centato in 35 ore e lo definisci "lungo e sfrangimaroni"? Si perché malgrado il totale di ore è contenuto rispetto a tanti altri giochi, il tempo percepito è molto più elevato del solito. Ovviamente è una questione puramente soggettiva, ma questo gioco mi dava l'idea di passare giornate intere per ogni ora di gioco reale. Giocando con il turbo sempre attivo.

Di sicuro da provare per gli amanti dei JRPG, essendo uno dei pochi presenti su PC tra l'altro.

L'altro gioco che è stato eliminato dal backlog è Project X Zone. Altresì conosciuto come fanservice unito a crivellamento avanzato di maroni.

Essì, perché una cosa che accomuna entrambi i giochi trattati è: hanno roba figa e carina, ma sono così lunghi e tediosi in alcuni passaggi che davvero vorresti che smettessero o si velocizzassero.

Project X Zone è un seguito spirituale di Namco X Capcom, ma con Sega aggiunta. Seguito di cosa direte voi?


Ah non vi preoccupate è un gioco uscito solo in Giappone su PS2, che il sottoscritto si è giocato via patch inglese ovviamente. Ed è anche seguito dei due Endless Frontier per DS.
Si ma questo cosa vuol dire?

Bene, in questo gioco avrete personaggi presi da un sacco di franchises di Capcom, Namco e Sega tutti insieme per fermare i cattivi di turno. 

Già la prospettiva di far lottare Ryu& Ken di Street Figther insieme a Dante di DMC e KOS-MOS di Xenosaga è alquanto allettante, ma il tutto è impreziosito dal sistema di battaglia stesso.

Il gioco si svolge su una griglia tattica ma i combattimenti tra le unità invece di essere automatizzati, sono in tempo reale. A determinate pressioni di combinazioni di tasti corrispondono determinate combo. Lo scopo è inanellare più combo una dietro l'altra, massimizzando il danno inferto ai nemici. Queste combo sono di una spettacolarità fuori scala e sono visivamente appaganti.
Tutto questo è ulteriormente condito da mosse finali super esplosive e nemici con tanti HP così da poterci sbattere sopra combo lunghissime.

Problema: il gioco è di una lentezza disumana. Fare un livello impiega anche un'ora buona, se non di più e più si avanza nel gioco, più i livelli sono pieni di nemici e boss da macinare.

Il fanservice e tette ovunque sia possibile e la splendida soundtrack puossono solo aiutare fino ad un certo punto.


La storia anche è di un nonsense è quasi inesistente per la maggior parte dei livelli. Per fortuna i protagonisti dell'avventura ne sembrano consci e loro stessi si lamenteranno di essere sbattuti a destra ed a manca senza capirci nulla.

Andrete avanti perché vorrete vedere la prossima mossa speciale che si sblocca ad un certo livello.

Nonostante il grind, non posso odiarlo come gioco o dirgli troppo contro. Avere di nuovo Reiji e Haken giocabili è fantastico così come molti degli scambi di dialogo tra i personaggi, che sono davvero divertenti e fanno riferimento un sacco ai vari giochi di provenienza dei personaggi. Tra l'altro il fatto che molti di loro si conoscono già per via dei vari crossover dove erano presenti in passato è un tocco di genio.

Ecco, forse i personaggi possono essere un problemino per i meno avvezzi. Alcuni sono famosi, ma una quantitativo molto elevato fanno parte di giochi usciti solo in Giappone oppure solo in Giappone e America. Io me la sono cavata solo perché sono un nerd di quelli brutti, ma molti vedranno questi personaggi e non sapranno che/chi diavolo sono. Un'enciclopedia interna al gioco aiuta sotto questo punto di vista e almeno il gioco vi porterà a far conoscere altre saghe videoludiche, che volendo potrete recuperare e provare.

Un gioco che non vale il prezzo pieno per via dell'effetto "cartaigienicaarete", ma se siete super fan di tutte queste saghe nipponiche e lo trovate a poco, prendetevelo. Vi strapperà sorrisi per la caciara. Solo, siate pazienti se volete arrivare in fondo....

Ora vediamo cos'altro riesco a buttare via dal backlog quest'estate nelle lunghe notti insonni per il caldo....

Stay Classy, Internet.

2 commenti:

  1. Project X Zone l'ho provato sulla demo.
    Carina come idea, ma mi accodo sul fattore lentezza e fan service.
    Troppo chiassoso per i miei gusti.

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    1. La demo tra l'altro è terribile. Ti butta in mezzo a due capitolo caciarosissimi e non si capisce NULLA.
      Il gioco vero e proprio è molto più graduale a portare il tutto a livelli assurdi, ma purtroppo questo fa subentrare un po' di noia.

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